Conoscere il Salamanca

Ecco la descrizione di alcuni piatti del nostro menù. Scaricalo in PDF.

Nachos: I nachos sono uno snack molto popolare, originario del Messico e tipico della cucina tex mex. Tale pietanza nacque a Piedras Negras, poco oltre il confine con il Texas, inventati da Ignacio Anaya, detto Nacho, nel 1943.
Ricetta
Si stende una certa quantità di piccole tortilla di mais sul fondo di una teglia, e vi si pone sopra un condimento che ha come base formaggio, peperone e peperoncino piccante. Il tutto viene cotto in forno fino a quando il condimento non si amalgama con le tortilla. Queste tortillas sono fatte con farina di mais e la salsa può essere generica.

Tapas: Con il termine spagnolo tapa si indica un’ampia varietà di preparazioni alimentari tipiche della cucina spagnola che vengono consumate come aperitivi o antipasti. Generalmente le tapa sono servite in piccole porzioni accompagnate da bevande alcooliche o analcooliche consumate al ristorante o al bar. E’ inoltre diffusa tra gli spagnoli l’abitudine di gustarne un paio con una bevanda in un bar per poi proseguire allo stesso modo di locale in locale. Questo consumo ambulante è detto tapeo o ir de tapas. In molte regioni della Spagna è abbastanza frequente cenare fuori, soprattutto durante il fine settimana, spostandosi da un locale all’altro per consumare esclusivamente tapa (picar o picoteo).
Le tapa possono essere fredde (come ad esempio le olive miste ed il formaggio) o calde (come ad esempio polpo e calamari fritti).

Paella: Etimologicamente la parola valenciana paella deriva dal latino patella (da cui anche l’italiano padella). In origine il termine indicava una padella larga e poco profonda, solitamente in ferro, munita di due impugnature opposte, che veniva utilizzata nella Comunità Valenciana per cucinare vari piatti a base di riso o di fedelini (una pasta simile a spaghetti).

Alcune di queste preparazioni erano chiamate arròs a la paella (letteralmente “riso in padella”), o semplicemente paella. Col tempo si è affermato l’uso del termine paella per indicare anche la ricetta in cui viene preparata.

La paella è di forma circolare, e si differenzia da altre padelle, oltre che per le due impugnature laterali, per le sue dimensioni. La profondità è di circa cinque-sei centimetri, mentre il diametro varia in base al numero di commensali: indicativamente, per 4 persone si usa una paella da 45 cm, per 10 persone quella da 1 metro. In occasioni particolari, per esempio per sagre paesane o feste di beneficenza, si possono vedere all’opera paelles di dimensioni gigantesche, che superano i 2 metri di diametro.

Paella valenciana
Arròs en costra (riso in crosta), ricetta di paella tradizionale di Orihuela.
La paella nacque come piatto umile della cucina popolare della campagna della Comunità Valenciana e delle cambuse dei pescherecci. Veniva preparato in casa, condito con gli ingredienti a disposizione. Alla fine del XIX secolo cominciò ad essere servita nei chioschi delle spiagge di Valencia e Alicante.
La cucina valenciana è rinomata per i piatti a base di riso. Tra le numerose versioni della paella, si possono citare arròs a banda (riso allo zafferano servito con zuppa di pesce e salsa allioli), arròs amb fesols i naps, el arroz y los trozos de anguila (riso con pezzi di anguilla) arròs al forn (riso al forno), arròs amb costra (riso in crosta) e una delle preparazioni tipiche della provincia di Alicante, soprattutto dell’entroterra: l’”arròs amb conill i caragols” (riso con coniglio e lumache). Si tratta di ricette molto antiche; una preparazione simile, l’arròs en cassola al forn, compare già nel Llibre de Coch di Robert de Nola del 1520.
In Spagna la paella è tuttora percepita come specialità regionale valenciana, pur essendo diffuso il suo consumo nelle altre zone del paese. A livello internazionale, la paella è associata indissolubilmente alla cucina spagnola, di cui è una delle preparazioni più note.

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